Il Jiu Jitsu Brasiliano...quanto sta evolvendo nel mondo, in Italia, questa "Arte Suave"?
E perchè ci sono accademie che sfornano campioni internazionali e altre che allevano veri e propri Maestri indiscutibili?
Il Jiu Jitsu Brasiliano è un arte marziale! Punto.
Chi si avvicina per la prima volta a questa disciplina inizialmente rimane scettico...molti, troppi, entrano in un dojo cercando le cinture nere, cercando sacchi e guantoni in giro per il tatami, cercando colpitori, corde, e tutto quello che loro ritengono indispensabile per diventare un vero guerriero.
Con questo articolo non voglio assolutamente discriminare o minimizzare le altre arti marziali! Lungi da me dal farlo! Io stesso provengo da anni di un'altra disciplina e, al di la di qualche rimpianto fisiologico, non rinnego nulla!
Io stesso la prima volta che fui invitato ad un raduno di Jiu Jitsu pensavo di trovare i soliti esaltati e praticanti di una arte marziale "giovane" pronti a volermi dimostrare come la loro "novità" sottometteva la mia millenaria tradizione di un'arte marziale giapponese!
Ero pronto al confronto, alla guerra, ansioso di dimostrare cosa ne avrei fatto di quella "samba" modificata!
4 ore dopo, alla fine del seminario, mi resi conto di non aver capito un emerito tubo (per non usare un altro termine che renderebbe molto meglio) di nulla!!
Sono bastate 4 ore rispetto ai miei 20 anni passati sul tatami e un gruppo di ragazzini con la metà dei miei anni a farmi capire cosa significava fare arti marziali, cosa significava lottare e allenarsi! E non sto parlando della tecnica in se!
Chi entra nel mondo del Jiu Jitsu entra in una tribù, o per chi vuole usare termini più affettivi, una famiglia.
Unico obiettivo: crescere
Unico materiale a disposizione: se stessi
Unico strumento: il compagno di allenamento
Il Jiu Jitsu Brasiliano, penso, sia l'unica arte marziale dove unica condizione indispensabile per poterlo fare è avere un compagno di allenamento! Non sto parlando di un fantoccio da menare e sottomettere alle pene dell'inferno per dimostrare che io sono il più forte; che il mio triangolo uccide, che il suo armlock mi fa il solletico!! Sto parlando di un essere umano identico a me e che è di fronte a me per lo stesso identico motivo: fare jiu jitsu!
Ho la fortuna di poter girare per le varie accademie d'Italia più o meno numerose, più o meno "titolate" sulla carta e, in tutte, sembrava di entrare in casa mia! Lo spirito di un buon lottatore di jiu jitsu deve essere quello di avere solo come scopo l'imparare e rendere il mio compagno sempre più forte di me: è solo così che si può avere una strada in salita; e una strada in salita significa imparare e migliorare.
Se continuo a usare la forza perchè so che ne ho più di lui e mi scanno per passarlo, per montarlo, per non farmi prendere la schiena, alla sera cosa ho portato a casa? Tanto sforzo per nulla! Anzi...
Mi ha passato la guardia? Unica mia preoccupazione: pensare perchè ci è riuscito e migliorare la mia difesa. E posso andare avanti con mille esempi...
Il lottatore di Jiu Jitsu per migliorare deve diventare parte di una famiglia più rispettosa e "sociale" che ci sia. Solo all'interno di una famiglia si crea un gruppo solido e affiatato per il semplice motivo che, senza il proprio compagno, il lottatore di Jiu Jitsu non può migliorare!
I Maestri Federico Tisi e Andrea Baggio sono riusciti a farmelo capire! Spero un giorno di poter fare altrettanto con i fratelli e le sorelle che entreranno nella nostra Accademia...
|