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Mantova Jiu Jitsu Rebels | Brazilian Jiu Jitsu Academy | Mantova
Anno accademico 2010-2011 PDF Stampa E-mail
Mantova Inside
Scritto da Mantova Rebels   
Lunedì 30 Agosto 2010 11:24

Dopo la pausa estiva più o meno lunga per alcuni, si riprenderanno a pieno ritmo gli allenamenti di Jiu Jitsu.
La sede dell’accademia non è variata e pertanto il ritrovo sarà sempre nella Palestra S.Agnese sita in Vicolo Sant Agnese, 10 (traversa via Cavour).
L’inizio delle lezioni è previsto per martedì 14 settembre alle ore 20.00
Alcuni impegni personali degli Istruttori hanno obbligato, quest’anno, a rimandare l’apertura consueta dell’anno accademico.
Per sopperire a tale disagio la Direzione ha deciso di programmare per la seconda quindicina di settembre una serie di allenamenti differenziati “gratuiti” fino a fine mese.
Si vorrà dare, per coloro che sono già iscritti alla nostra accademia, la possibilità di “rimettersi in forma” attraverso una preparazione fisica dedicata e propedeutica al Jiu Jitsu Brasiliano anche in vista di alcune competizioni ravvicinate nel tempo e, per coloro che vorranno provare il Jiu Jitsu, la possibilità di “capire” quest’Arte con un numero di lezioni gratuite sufficienti a dare almeno un volto alle parole Brazilian Jiu Jitsu invece che la consueta lezione prova dove la maggior parte delle persone escono senza nessuna risposta alle mille domande che si pongono nello spogliatoio prima della lezione.
I termini d’iscrizione, invece, non cambiano.
I giorni saranno gli stessi dell’anno scorso:
Martedì dalle ore 20.00 alle ore 21.30
Giovedì dalle ore 20.00 alle ore 21.30
Venerdì dalle ore 20.30 alle ore 21.30

 
22.05.2010 Seminario Campogalliano PDF Stampa E-mail
Scritto da Mantova Rebels   
Venerdì 21 Maggio 2010 07:21

Sabato 22 maggio 2010 con inizio alle ore 15.00 si terrà un seminario tecnico di Jiu Jitsu con il nostro Mestre Federico Tisi nell'accademia Combat Zone di Campogalliano diretta da Manuel "Hispanico" fresco fresco di faixa roxa.
Il seminario è aperto a tutti rigorosamente in GI.
Utile incontro tecnico e preparatorio in vista del Challenge del 30 maggio a Roma.
Vi aspettiamo numerosi sul tatami!

 
Jiu Jitsu, il gioco degli scacchi umani!! PDF Stampa E-mail
Video
Scritto da Mantova Rebels   
Domenica 02 Maggio 2010 10:43

Il Jiu Jitsu è un' arte marziale, e a nostro avviso un' arte dove nulla è dato per scontato e dove ogni singolo passaggio, tecnica, movimento è studiato nei minimi termini e nei minimi dettagli per arrivare al risultato finale: la sconfitta dell'avversario.
Molte volte il Jiu Jitsu è stato paragonato ai più svariati sport, ai più svariati stili di vita o alle più svariate similitudini con gli animali che ci circondano.
Una cosa mi è sempre stata impressa da chi mi ha fatto conoscere la strada dell'Arte Suave: per lottare nel Jiu Jitsu non bisogna provare e vedere se questa o quella tecnica funziona; bisogna avere una propria strategia, un percorso ben definito e dettagliato per arrivare alla resa dell'avversario partendo da molto molto lontano. Non si scala una montagna in 5 minuti con 2 passi; ci sono percorsi e tappe prestabilite.
La miglior arte che si avvicini nella similitudine a quello che faccio e a quello che amo è il gioco degli scacchi. Vincere agli scacchi (parlo ovviamente di persone che SANNO giocarci!) è difficilissimo! Occorre avere una strategia studiata nei minimi particolari , dove ogni singola mossa, ogni singola tecnica ha un fine ben studiato e preciso!
Il Jiu Jitsu per me è cosi! In una competizione di Jiu Jitsu che magari dura pochi secondi si vede un certo tizio che: passa la guardia, stabilizza, controlla, monta e strangola. Fine. Sembrano quattro passaggi in croce provati così a caso. Credetemi non è così! Ogni singolo movimento di ogni singolo muscolo per attivare il nostro corpo a quella singola tecnica è studiato e preparato da giorni e giorni!!
Non voglio soffermarmi oltre nell'elencare le similitudini tra il Jiu Jitsu e gli scacchi. Di seguito un bellissimo video che racchiude tutto questo; a voi giudicare.
Non finiremo mai di ringraziare il nostro Maestro Federico per averci fatto conoscere questa "via" e per ricordarci sempre quanto gli scacchi siano molto vicini...

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Seminario tecnico a Campogalliano PDF Stampa E-mail
Stage
Scritto da Mantova Rebels   
Lunedì 26 Aprile 2010 14:31

Sabato 22 maggio 2010 a Campogalliano (MO) presso l’accademia Combat Zone c/o la palestra Healt Club 1 del neo Faixa roxa Manuel Casado ci sarà uno stage con il nostro Mestre Federico Tisi.
Il seminario durerà 3 ore, dalle ore 15.30 alle ore 18.30;
La quota per persona, come indicato da Manuel, sarà di 35 euro.
Per tutte le info è possibile contattare direttamente “l’ Hispanico” ai seguenti recapiti:
Cell. 335/428293
Mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Occasione da non perdere!

 
Arte dello strangolamento PDF Stampa E-mail
Mantova Inside
Scritto da Luca Pecorari   
Venerdì 23 Aprile 2010 12:14

Prendo spunto da un bellissimo articolo scritto dal nostro Mestre Federico Tisi, che consiglio vivamente di leggerlo integralmente andando sul sito ufficiale www.federicotisi.com, che tratta dell’arte dello Strangolamento.

Nel Jiu Jitsu Brasiliano le tecniche per costringere l’avversario alla resa (in gergo “finalizzazioni”) sono principalmente di due tipi: tecniche di leve articolari e tecniche di strangolamento.
Per quello che mi riguarda personalmente, condivido in pieno il pensiero di Federico dove, sebbene non sia sempre “corretto” e opportuno preferire una serie di tecniche piuttosto che l’altra, considero le tecniche di strangolamento più (passatemi il termine) “vantaggiose” rispetto a quelle di leva articolare.

Come diceva il Maestro Helio Gracie “Le tecniche di strangolamento permettono di sconfiggere l’uomo coraggioso”; se ben applicata, una tecnica di strangolamento, è in grado di offrire delle certezze maggiori sull’esito del confronto rispetto alle leve articolari.

Un altro fondamento delle tecniche di strangolamento è che queste vanno ad intaccare una sfera psicologica più profonda: subire una leva articolare (seppur traumatica e dolorosa) comporta un danno ad una “struttura periferica” del nostro corpo e quindi a una zona non vitale. Subire uno strangolamento, al contrario, comporta uno stimolo del nostro istinto di sopravvivenza; come giustamente spiegato dal Federico, in uno dei suoi seminari, chi subisce uno strangolamento la sensazione che prova è che la vita gli sta scivolando via…Non è una considerazione troppo drastica e pesante; è chiaro che in un ottica sportiva e di allenamento non si parla di vita e di morte ma sentire i sensi che lentamente se ne vanno produce a livello psicologico l’effetto sopra descritto.
Una persona che subisce uno strangolamento, infatti, percepisce un pericolo maggiore e di fatto cerca di difendersi con la consapevolezza, anche solo istintiva, che la posta in gioco è più alta. In sintesi chi viene strangolato lotta per la propria vita.

A livello prettamente tecnico è interessante osservare inoltre come spesso sia proprio l'esecuzione di uno strangolamento ad aprire le porte per una leva articolare. A volte in presenza di un avversario competente, questo difficilmente ci offrirà la possibilità di attaccare un suo braccio con facilità.
Per tornare alle parole del Gran Maestro Helio Gracie : " Strangolare è il modo migliore per farsi dare un braccio. "

Ma cosa succede al nostro corpo quando subiamo uno strangolamento?
Nel jiu jitsu le tecniche di strangolamento sono di tipo prevalentemente vascolare. In altre parole attraverso di esse non si limita l'afflusso di aria attraverso una compressione della trachea, ma al contrario quello di sangue e quindi di ossigeno al cervello attraverso una compressione delle arterie, causando nel soggetto passivo uno stato detto di "ipossia". Il nostro cervello reagisce a questo limitato afflusso di ossigeno razionando l'utilizzo del poco ossigeno a disposizione, e quindi "spegnendo" i sistemi corporei non vitali quali ad esempio la vista l'udito e mantenendo attivi solo quelli vitali, quali il sistema circolatorio e respiratorio. In termini pratici questo meccanismo di tutela si manifesta nella perdita dei sensi. Se prolungato o addirittura aumentato fino ad una totale assenza di flusso di ossigeno al cervello (detto "anossia"), le ripercussioni possono essere gravi, e vanno da danni cerebrali semi permanenti e permanenti dovuta all'ossidazione delle cellule cerebrali, al decesso.
Nei casi di “svenimento” la cosa fondamentale è non perdere la calma e provvedere a mettere il malcapitato in posizione supina sollevandogli le gambe in modo tale da favorire un immediato afflusso di sangue e quindi di ossigeno al cervello, favorendo una pronta ripresa dei sensi.
Rimane inteso che è sempre consigliabile laddove possibile evitare di arrivare a questi casi limite. Non vi è nulla di disonorevole nel battere per strangolamento, e in fondo si tratta di una forma di rispetto per l'avversario e per l'arte che pratichiamo.

Concludo con una frase del nostro Mestre Federico detta in un remoto seminario ma che porto sempre con me ogni volta che devo confrontarmi sul tatami: “una persona che subisce una leva ha un arto su tanti fuori uso, una persona che subisce uno strangolamento, dorme. Punto.”
A voi le considerazioni...

 
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